ROMA, 3 MAR - E' durato solo un giorno il calo dei prezzi alla buvette del Senato. Le notizie sui senatori che si erano ridotti i costi della tazzina di caffe' a 0,42 centesimi e del piatto caldo a 1,50 euro - grazie al nuovo gestore che ha vinto, per quattro mesi, l'appalto ribassando del 20% i prezzi - aveva suscitato le immediate proteste di associazioni di consumatori e di varie associazioni di categoria. Proteste erano piovute anche da Antonio Di Pietro e da Paolo Ferrero che hanno invitato ad aprire il Senato ai cittadini, perche' potessero godere dei nuovi prezzi. Troppo per il vertice di Palazzo Madama. Il presidente del Senato Renato Schifani, convocati i senatori questori, ha chiesto che si tornasse ai vecchi prezzi per bloccare il crescere nei prossimi giorni di una piu' che probabile irritazione tra i lavoratori che non riescono a pasteggiare ai prezzi del Senato, neanche nella mensa aziendale piu' economica.
I nuovi 'prezzi politici' della buvette, entrati in vigore ieri, a Senato ancora deserto - con l'appalto alla ditta la 'Compass group', che gia' gestisce il ristorante - hanno consentito oggi a senatori, funzionari e i giornalisti di spendere per un pasto completo, il piu' caro e abbondante: pasticcio di maccheroni (1,50 euro), seppioline con patate o pesce spada (2 euro); contorno (1 euro), composizione di frutta fresca (1 euro) e caffe',in tutto 5 euro e 92 centesimi.
'Il presidente Schifani - ha detto ai giornalisti il senatore questore Benedetto Adragna - non poteva rimanere indifferente davanti a cio' che stava accadendo rispetto alla questione dei costi alla buvette e al nuovo prezzario che, anche se calato di pochi centesimi, ha avuto un forte impatto all'esterno'.
'E' stata una tempesta in una tazzina di caffe', perche' i ribassi non incidevano minimamente sulle casse del Senato. Il rapporto 'economico' tra cliente e gestore della buvette e' infatti 'esclusivo', senza cioe' che il Senato partecipi alla transazione', si e' affrettato a spiegare Adragna ai giornalisti convocati alla buvette per far sapere che tutto torna come prima.
Il Senato ha anche deciso di devolvere in beneficenza la differenza del 20% tra il prezzo stabilito dal nuovo gestore e il vecchio prezzo che domani tornera' a campeggiare sul listino.
(fonte ansa.it)
I nuovi 'prezzi politici' della buvette, entrati in vigore ieri, a Senato ancora deserto - con l'appalto alla ditta la 'Compass group', che gia' gestisce il ristorante - hanno consentito oggi a senatori, funzionari e i giornalisti di spendere per un pasto completo, il piu' caro e abbondante: pasticcio di maccheroni (1,50 euro), seppioline con patate o pesce spada (2 euro); contorno (1 euro), composizione di frutta fresca (1 euro) e caffe',in tutto 5 euro e 92 centesimi.
'Il presidente Schifani - ha detto ai giornalisti il senatore questore Benedetto Adragna - non poteva rimanere indifferente davanti a cio' che stava accadendo rispetto alla questione dei costi alla buvette e al nuovo prezzario che, anche se calato di pochi centesimi, ha avuto un forte impatto all'esterno'.
'E' stata una tempesta in una tazzina di caffe', perche' i ribassi non incidevano minimamente sulle casse del Senato. Il rapporto 'economico' tra cliente e gestore della buvette e' infatti 'esclusivo', senza cioe' che il Senato partecipi alla transazione', si e' affrettato a spiegare Adragna ai giornalisti convocati alla buvette per far sapere che tutto torna come prima.
Il Senato ha anche deciso di devolvere in beneficenza la differenza del 20% tra il prezzo stabilito dal nuovo gestore e il vecchio prezzo che domani tornera' a campeggiare sul listino.
(fonte ansa.it)





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