Roma, 25 MAR Non basta essere ubriachi al volante ed aver 'falciato' un gruppo di persone sul marciapiede per meritare una condanna per omicidio volontario. La Cassazione si oppone, di fatto, alla 'linea dura' delle procure contro i pirati della strada e conferma una sentenza dei giudici di Salerno che hanno 'trasformato' in omicidio colposo l'originaria accusa di omicidio volontario contestata ad un romeno che, ubriaco al volante di un'auto di grossa cilindrata in compagnia di alcuni amici, era finito sul marciapiede travolgendo due persone. I pm salernitani, nel luglio 2008, avevano arrestato per omicidio volontario un romeno di 24 anni che ubriaco alla guida, in pieno centro di Salerno, era finito sul marciapiede uccidendo un passante e ferendone un altro. Come non bastasse era ripartito a tutta velocita' finendo la corsa nelle vetrine di un negozio. Ma i giudici hanno derubricato, come si dice in gergo, l'accusa di omicidio volontario in quella, assai piu' lieve, di omicidio colposo. Anche se aggravato. La Procura, seguendo la linea che vede diversi uffici inquirenti contestare l'omicidio volontario nei casi in cui l'automobilista sia sotto l'effetto di alcol o droghe, ha percio' presentato ricorso in Cassazione. Ma i giudici della quarta sezione penale, con la sentenza 13083, non hanno condiviso la 'linea dura' sottolineando invece gli aspetti 'sociologici' del comportamento. In particolare la Corte ha evidenziato il fatto che, a loro parere, 'la giovane eta' del conducente e la disponibilita' di un veicolo di grossa cilindrata rendono evidente il quadro di un giovane spericolato ed eccitato, indotto ad una condotta di guida estremamente imprudente e negligente, e intesa a rimarcare agli occhi degli amici passeggeri la propria sicurezza, il predominio, la padronanza dell'auto e della strada'. In sintesi, secondo la Cassazione la ricostruzione dei fatti sarebbe la prova che il ragazzo 'non voleva l'evento'. La Corte aggiunge inoltre che e' proprio 'stato di ubriachezza che ingenera il senso di onnipotenza'. Due 'ingredienti', conclude la Cassazione, che associati 'alla giovane eta'' hanno portato il ragazzo a credere 'di non correre rischi'.Insomma, anche se ubriacarsi e mettersi alla guida e' una scelta, le conseguenze che ne derivano sono involontarie.
(fonte Velino)





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