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Pubblicato da La Redazione il 27 Aprile 2009

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Pubblicato da La Redazione il 27 Aprile 2009

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L'ITALIA TORNA "NUCLEARE": «4 CENTRALI ENTRO IL 2020»

Pubblicato da The House Blog On 15:27
L'Italia torna al nucleare. Costruire e far entrare in funzione almeno 4 reattori nucleari di terza generazione avanzata Epr in Italia e rendere la prima unità operativa entro il 2020. Questo l'impegno assunto da Enel ed Edf con l'accordo per lo sviluppo del nucleare in Italia siglato oggi a Roma, che prevede anche l'estensione della partecipazione del gruppo elettrico italiano al programma nucleare in Francia, a partire dal reattore di Penly recentemente autorizzato. L'amministratore delegato e direttore generale di Enel, Fulvio Conti, e il presidente e direttore generale di Edf, Pierre Gadonneix, hanno siglato due Memorandum of Understanding nel quadro del Protocollo di intesa italo-francese per la cooperazione energetica. Il primo Memorandum prevede che, una volta completato l'iter legislativo e tecnico in corso per il ritorno del nucleare in Italia, Enel ed Edf «si impegnano a sviluppare, costruire e far entrare in esercizio almeno 4 unità di generazione» con tecnologia Epr (European Pressurized water Reactor)«, il cui primo impianto è in costruzione a Flamanville in Normandia (Enel vi partecipa con una quota del 12,5%), con l'obiettivo di »rendere la prima unità italiana operativa sul piano commerciale non oltre il 2020«. Responsabile dello sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione delle unità di generazione nucleare Epr sarà una joint-venture paritetica (50/50) che Enel ed Edf con l'accordo di oggi si sono impegnate a costituire. Successivamente, completate le attività di studio e prese le necessarie decisioni di investimento, è prevista la costituzione di »società ad hoc per la costruzione, proprietà e messa in esercizio di ciascuna unità di generazione nucleare Epr«. Esse saranno caratterizzate dalla partecipazione di maggioranza per Enel nella proprietà degli impianti e nel ritiro dell'energia, dalla leadership di Enel nell'esercizio degli impianti, e dall'apertura della proprietà anche a terzi, con il mantenimento per Enel ed Edf della maggioranza dei veicoli societari. L'accordo entra in vigore oggi e ha una durata di 5 anni, con possibilità di estensione. In un secondo Memorandum, Enel »ha espresso la volontà di partecipare all'estensione del precedente accordo sul nucleare a suo tempo raggiunto con Edf per la realizzazione in Francia di altri 5 reattori Epr, a partire da quello che recentemente il Governo francese ha autorizzato nella località di Penly«. »Enel è onorata di avere al suo fianco nel progetto di rilancio del nucleare in Italia un partner industriale come Edf che ha in questo campo un'esperienza e una reputazione riconosciute a livello internazionale«, ha commentato Conti. »Gli accordi siglati oggi - ha aggiunto - contribuiscono a rafforzare i legami tra i sistemi industriali di Italia e Francia in un settore strategico come quello dell'energia e a sviluppare ulteriormente la reciprocità nei rispettivi mercati«.

SARKOZY: «DALLA FRANCIA AIUTO ILLIMITATO ALL'ITALIA PER IL NUCLEARE» «Se l'Italia conferma il suo ritorno al nucleare, la Francia propone all'Italia una partnership illimitata in questo settore». Lo ha detto il presidente francese Sarkozy, illustrando l'accordo firmato. «Noi - ha aggiunto Sarkozy - vogliamo sviluppare l'energia pulita con voi. È un accordo storico anche per l'Europa che deve sviluppare massicciamente le fonti rinnovabili e il nucleare. Nessuno può pensare di ottemperare agli obblighi del 2020 solo con le rinnovabili. Il gemellaggio tra Italia e Francia nel nucleare è un'ottima notizia».

IN AGENDA ANCHE TEMI DI POLITICA INTERNAZIONALE Con la firma del nuovo protocollo, Enel, che già collabora con la francese Edf, potrebbe aumentare la sua partecipazione al nucleare francese con la realizzazione del secondo reattore di nuova generazione, Epr. Tra i temi economici bilaterali, di grande importanza è il dossier trasporti, con il progetto di Alta Velocità Torino-Lione, che Berlusconi indica tra le priorità. «Poche settimane fa il mio governo ha confermato il commissario Mario Virano alla presidenza dell'Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione - ha affermato ieri il premier italiano in una intervista a tutto campo al quotidiano francese 'Le Figarò -. Intendiamo accelerare il lavoro per completare il corridoio 5. L'alta Velocità era nel nostro programma elettorale, c'è pieno accordo nel governo, quindi la Torino- Lione si farà. Noi attribuiamo una importanza strategica allo sviluppo delle infrastrutture».
Nell'agenda del summit anche i temi di attualità politica internazionale: da una riflessione comune sulla crisi finanziaria globale e sui comuni passi decisi per dare risposte globali e condivise, anche in vista del G20 di Londra e del G8 di luglio, ai temi del conflitto israelo-palestinese, della stabilizzazione di Afghanistan e Libano, fino all'escalation nucleare dell'Iran. All'ordine del giorno anche al dialogo dell'Europa e dell'occidente con la Federazione Russa, il vertice Nato dei primi di marzo con la nuova presidenza Usa e il ritorno della Francia, dopo momenti di passato disimpegno, ad una importante partecipazione all'interno della Nato. Silvio Berlusconi, alla vigilia dell'incontro elogia, nell'intervista a 'Le Figarò, il presidente francese Sarkozy per la sua conduzione «forte ed autorevole» del semestre francese di presidenza europea: condotto «con intelligenza e determinazione», sostiene, «La nostra collaborazione è stata piena ed in molte situazioni il contributo dell'Italia è stato decisivo». Su pacchetto clima, conflitto tra Federazione Russa e Georgia, crisi finanziaria «Sarkozy ha potuto contare sul nostro sostegno e lo ha riconosciuto pubblicamente. Entrambi crediamo in un'Europa più forte, in linea con il processo riformatore di Lisbona, un'Europa vicina ai cittadini, più democratica e più autorevole sulla scena internazionale». Ancora, parlando della crisi in Medio Oriente, il premier Berlusconi auspica la ripresa del percorso negoziale ma nega il dialogo con Hamas, elogiando il presidente francese Sarkozy per aver «contribuito a raggiungere il primo obiettivo di tutti noi, il cessate il fuoco». Quanto alla comune presenza militare italiana e francese in Libano, Berlusconi ricorda a 'le Figarò come si sia «sviluppata un'ottima collaborazione», «piena e senza pecche», con l'alternanza dei due paesi al comando del contingente di pace Unifil. «Italia e Francia - ricorda poi Berlusconi quanto alla comune presenza in Afghanistan - sono co-sponsor della conferenza dei donatori presieduta dall'Egitto per la stabilizzazione dell'area. La lotta al fondamentalismo passa anche di qui». Sul tavolo del summit italo-francese di domani, tornerà certamente il solenne impegno, assunto dal G4 di Berlino, di mettere al bando qualsiasi provvedimento protezionista.

(fonte leggo.it)

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